Il profilo di rischio rappresenta la combinazione tra la propensione al rischio di un soggetto (persona o impresa) e la sua capacità effettiva di sostenerlo, tenendo conto di obiettivi, orizzonte temporale, situazione finanziaria e conoscenze in ambito finanziario. Nel contesto degli investimenti, serve a determinare il livello di rischio accettabile per l’investitore e indirizza la scelta degli strumenti finanziari più adeguati.
In genere, i profili di rischio si distinguono in:
- Conservativo (basso rischio): la priorità è data alla sicurezza del capitale, anche a fronte di rendimenti contenuti.
- Moderato (rischio medio): si cerca un equilibrio tra protezione del capitale e possibilità di rendimento.
- Dinamico (alto rischio): si accettano fluttuazioni significative in cambio di potenziali rendimenti più elevati.
Il profilo di rischio viene valutato attraverso appositi questionari, come il test di appropriatezza e il test di adeguatezza, previsti dalla normativa MiFID II per i servizi di investimento e dalla direttiva IDD (Insurance Distribution Directive) per i prodotti assicurativi con componente finanziaria.
Queste verifiche (obbligatorie) sono eseguite dagli intermediari abilitati (ad esempio banche, SIM, broker e agenzie) al momento della sottoscrizione di strumenti finanziari o prodotti assicurativi, e servono a tutelare il cliente, garantendo che le soluzioni proposte siano coerenti con le sue caratteristiche e il suo livello di rischio accettabile.