Indice

Athora Italia è

Siamo specialisti in assicurazioni vita e rispondiamo ai bisogni di risparmio e investimento, protezione e previdenza dei nostri clienti con un’ampia gamma di soluzioni.

Come immaginano gli italiani il proprio futuro pensionistico? Cosa emerge dai dati, tra incertezze economiche e speranze di longevità

La prospettiva di vivere più a lungo rappresenta una delle evoluzioni più significative della società contemporanea. Eppure, quando ci si cala nella realtà individuale, ci si accorge che spesso gli italiani vedono il proprio futuro pensionistico con incertezza, rimandando le scelte che riguardano questo periodo della vita o ignorandole completamente.

È il quadro che emerge dalla prima wave della seconda edizione dell’Osservatorio Look to the Future – che anche quest’anno ha indagato sul sentiment degli italiani in merito ai temi che riguardano risparmio, investimenti, previdenza e protezione – presentato da Athora Italia in collaborazione con Nomisma, società indipendente che realizza studi settoriali, ricerche economiche e intelligence di mercato.

Ciò che risulta dall’indagine è una fotografia articolata in cui convivono consapevolezza e incertezza, attenzione al risparmio e difficoltà di pianificazione, timori concreti e scarsa capacità di trasformarli in azione.

Vediamo insieme alcuni dei dati più significativi emersi e quali riflessioni scaturiscono.

Come gli italiani guardano alla longevità: tra fiducia e preoccupazioni

La possibilità di vivere più a lungo è, di per sé, una buona notizia. Tuttavia, anche se il 63% degli italiani in pensione associa al tema della longevità emozioni positive, tra i non pensionati questa è spesso collegata ad ansia e preoccupazione (29%).

Il nodo non è tanto la durata, quanto la qualità della vita in età avanzata. La possibilità di perdere autonomia, infatti, rappresenta il principale timore: il 74% degli italiani sono preoccupati dalla prospettiva di una futura non autosufficienza e temono soprattutto il carico di cura sui familiari, la necessità di modificare profondamente le proprie abitudini e l’impatto economico di eventuali bisogni assistenziali.

Si tratta di una preoccupazione spesso alimentata da esperienze dirette, in quanto molti italiani hanno già visto familiari o conoscenti affrontare situazioni di fragilità in questa fase della vita.

Gli italiani risparmiano, ma pianificano molto meno

Nonostante queste preoccupazioni, le persone tendono a non agire concretamente per assicurarsi un domani più tranquillo dal punto di vista economico. Infatti, riconoscono l’importanza del risparmio, ma faticano a trasformarlo in una strategia di pianificazione strutturata.

Il comportamento prevalente è quello dell’accantonamento: il 47% dichiara di ridurre le spese non necessarie per mettere da parte risorse, ma senza un reale obiettivo, e solo il 27% ha sottoscritto un piano pensionistico integrativo. Non manca, infine, una chiara tendenza alla procrastinazione, con un 36% che dichiara che si attiverà in futuro per sottoscrivere una soluzione di questo tipo.

In generale, sembra venire a mancare una pianificazione chiara e orientata agli obiettivi. Il risultato è un risparmio spesso “non finalizzato”, più difensivo che progettuale. Il sociologo Sergio Sorgi – co fondatore di Progetica, società indipendente di consulenza specializzata in educazione finanziaria – commenta questo approccio ponendo l’accento sulla mancanza di “visione” sul futuro: «Siamo ottimi accantonatori e risparmiatori, ma investitori primitivi. Così, chi pensa al futuro lo fa un po’ alla cieca, riducendo le spese, risparmiando, sottoscrivendo un piano pensionistico, mettendo da parte i soldi in strumenti tradizionali ma senza una strategia dedicata».

Le scelte, dunque, vengono spesso guidate dal senso comune, più che da una logica di lungo periodo: si risparmia, si riducono i consumi, si utilizzano strumenti tradizionali, ma senza una panoramica complessiva del futuro.

A questa dinamica si aggiunge un vincolo oggettivo: tra chi non sta accumulando risorse per la vecchiaia, oltre la metà (53%) ha difficoltà a farlo per mancanza di disponibilità economica.

Il tempo è la variabile più sottovalutata

Se c’è un elemento che attraversa in modo trasversale i comportamenti degli italiani è la criticità nel rapportarsi al tempo.

La difficoltà ad avere una visione chiara sul futuro si riflette in una sottostima del tempo e in una percezione spesso non realistica degli anni che si trascorreranno in pensione. Oltre un terzo dei lavoratori prevede di cessare l’attività lavorativa all’età di 65-67 anni; parallelamente, solo il 33% di chi è ancora attivo immagina di trascorrere più di vent’anni in pensione. Una prospettiva che si distanzia da quella condivisa dal 57% di chi è già pensionato, che invece è consapevole dell’estensione che avrà questa fase della vita.

Ne deriva una contraddizione: chi beneficerà di più dell’allungamento della vita non ne tiene ancora conto nelle proprie scelte; al contrario, chi è già in pensione ha capito (a volte troppo tardi) quanto questa fase possa essere lunga e rilevante.

Come si può immaginare, la sottovalutazione del tempo influenza la pianificazione finanziaria: solo l’8% dei non pensionati dichiara di aver già organizzato la propria vita post-lavoro. Per la maggioranza, quindi, il futuro resta un territorio sfocato, difficile da immaginare nei suoi contorni quotidiani ed economici.

Il rimpianto causato da una mancata pianificazione

Proprio il rapporto con il tempo alimenta un altro aspetto: il cosiddetto “costo del rimpianto”. Con l’avanzare dell’età cresce infatti la consapevolezza dell’importanza di una pianificazione tempestiva.

Basti pensare che la metà degli over 50 dichiara che avrebbe dovuto iniziare prima a pensare alla propria previdenza complementare; un sentimento condiviso da una parte degli italiani già in pensione: il 20%, se potesse tornare indietro, pianificherebbe con molto più anticipo.

Contemporaneamente, emerge un dato speculare altrettanto significativo: il 91% di chi ha sottoscritto ​​strumenti di previdenza complementare si dichiara soddisfatto o estremamente soddisfatto della scelta compiuta.

Il vuoto informativo in tema previdenziale

Un ulteriore elemento che contribuisce a spiegare il comportamento degli italiani riguarda il rapporto controverso con l’informazione previdenziale. Da una parte, emerge una conoscenza limitata di alcuni meccanismi fondamentali del sistema pensionistico; dall’altro, si registra un livello significativo di sfiducia: il 70% dei non pensionati ritiene improbabile ricevere una pensione pubblica adeguata al proprio stile di vita.

Nonostante questo, appena il 21% degli italiani ha interesse ad approfondire i prodotti previdenziali. Di contro, tra coloro che non conoscono tali strumenti, una quota rilevante si dichiara poco o per nulla interessata a informarsi (45%). Le decisioni, quindi, vengono spesso influenzate da fonti informali, come amici e parenti, oppure delegate alla consulenza bancaria o finanziaria.

In questo contesto, Sorgi osserva come siano «più competenti i pensionati, che non possono pianificare l’economia futura, dei pensionandi, che dovrebbero farlo. In tutti i casi, le persone sanno dove trovare quel che serve, ma quel che davvero oggi interessa non è il funzionamento delle previdenze né la stima degli importi futuri ma la prima data utile per poter andare in pensione. Il dato conferma la fatica e la disaffezione generale per il proprio lavoro, che da luogo di realizzazione è divenuto una parentesi oltre la quale si svolge la “vera” vita».

La necessità di ripensare il futuro, oltre il breve termine

Nel complesso, l’Osservatorio Look to the Future restituisce l’immagine di un Paese che riconosce le sfide della longevità, ma fatica a tradurle in comportamenti coerenti. La pianificazione del futuro pensionistico resta spesso intrappolata in una logica di breve periodo, dove il risparmio è presente, ma non sempre orientato, e il tempo viene percepito più come “distanza” che come risorsa da gestire.

Eppure, i dati mostrano che quando la pianificazione viene avviata i risultati, in termini di soddisfazione, sono evidenti. Da qui emerge una sfida importante: rendere il futuro più immaginabile e più vicino.

Come sottolinea Sorgi, «La vita non è solo numeri ma anche aspirazione ed immaginazione. Sotto questo profilo, il futuro appare così opaco che solo un intervistato su dodici ha già organizzato per bene la futura vita post-lavoro. Chi lo ha fatto pensa alla futura vita quotidiana, e non agli aspetti negativi dell’essere vecchi, considera il tipo di vita desiderata e pensa alle risorse necessarie per permettersela. Da qui una sfida positiva posta al mercato: bisogna reinstallare un concetto concreto e attraente di futuro. Non si risparmia e investe, infatti, privandosi di piaceri immediati, se non si immagina di poter abitare un futuro ricco di opportunità e desiderabile».

Per questo motivo, diventa sempre più centrale promuovere l’informazione in ambito finanziario, supportando le persone nella comprensione del valore di una pianificazione consapevole e orientata al lungo periodo. In questa prospettiva si inserisce l’impegno di Athora Italia nell’educazione finanziaria: attraverso strumenti come l’Osservatorio Look to the Future, il blog e il glossario, contribuisce a rendere questi temi più accessibili e chiari, offrendo spunti concreti per guidare le scelte.

Desideri approfondire e restare informato su questi argomenti? Iscriviti alla nostra newsletter: ogni mese ti aspettano aggiornamenti, novità e contenuti di valore.

Indicazioni bibliografiche

L’autore

Redazione Athora Italia

La nostra Redazione è composta da tecnici ed esperti nel settore delle polizze vita, figure che conoscono e studiano a fondo queste tematiche con l’obiettivo di realizzare contenuti ricchi, precisi ed esaustivi.
Il nostro blog

Ultimi articoli dal blog

Come immaginano gli italiani il proprio futuro pensionistico? Cosa emerge dai dati, tra incertezze economiche e speranze di longevità

La prospettiva di vivere più a lungo rappresenta una delle evoluzioni più significative della società contemporanea. Eppure, quando ci si...

Previdenza complementare: le novità della Legge di Bilancio 2026

La previdenza complementare è uno strumento importante per garantire maggiore sicurezza economica nella fase post-lavorativa, poiché offre ai lavoratori la...

Guida alla previdenza complementare: come funziona, vantaggi e tipologie

La pensione può sembrare un pensiero lontano per molte persone. Eppure, il modo in cui scegliamo di affrontarla oggi può...

Seguici anche sui social

Segui i nostri canali social per ricevere aggiornamenti su novità, insight di mercato e storie di successo dalla community di Athora Italia.

Resta sempre informato

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi insights esclusivi, analisi di mercato e consigli personalizzati.

  • analisi mercati;
  • educazione finanziaria;
  • contenuti esclusivi.