La questione non riguarda indistintamente tutte le tipologie di assicurazione sulla vita, infatti, ma esclusivamente quelle che incorporano una componente finanziaria o che prevedono un valore di riscatto. Comprendere questa distinzione è fondamentale per compilare correttamente la dichiarazione.
Scopriamo di più in questo articolo, in modo da orientarci con sicurezza ed evitare errori.
Quali polizze assicurative vanno dichiarate nell’ISEE?
La DSU è il documento necessario per richiedere il calcolo dell’ISEE, uno strumento utile ad accedere a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali, per esempio. Ai fini del calcolo dell’ISEE viene valutata la situazione economica del nucleo familiare, compreso il patrimonio mobiliare, nel quale possono rientrare anche alcune polizze assicurative con componente finanziaria.
In linea generale, infatti, vanno dichiarate le polizze vita che hanno un valore di riscatto, cioè quelle che permettono di ottenere una somma di denaro perché legate a una componente di risparmio o investimento.
Per orientarsi, le principali tipologie sono:
- polizze di capitalizzazione (Ramo V);
- unit-linked e index-linked (Ramo III);
- polizze miste.
Tra le polizze che possono rilevare ai fini ISEE rientrano anche molte polizze di Ramo I con componente finanziaria, quindi le tradizionali polizze vita rivalutabili.
Quali prodotti assicurativi sono esclusi dal calcolo ISEE?
Le coperture assicurative escluse dal calcolo ISEE sono quelle prive di valore patrimoniale, cioè non caratterizzate da una componente di risparmio o investimento.
In particolare, non devono essere dichiarate:
- le polizze TCM (Temporanee Caso Morte);
- le polizze infortuni e malattia;
- gli strumenti di previdenza complementare.
Come si dichiarano i prodotti finanziari assicurativi nel quadro FC2 dell’ISEE
Per dichiarare correttamente una polizza all’interno della DSU è necessario compilare il Quadro FC2, Sezione II.
In questa sezione va indicato il codice 23 (“Prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione”) e il codice fiscale della Compagnia assicurativa.
Il valore delle polizze da dichiarare è quello al 31 dicembre del secondo anno precedente la presentazione della DSU (ad esempio, per il mese di maggio 2026 si considera il 31/12/2024). Il dato corrisponde al valore maturato al netto di eventuali riscatti parziali ed è generalmente disponibile nell’area clienti della Compagnia assicurativa o nella comunicazione annuale che viene trasmessa al Cliente. Questo va comunicato relativamente ai contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita e di capitalizzazione; sono esclusi i contratti di assicurazione mista sulla vita per i quali alla stessa data non è esercitabile il diritto di riscatto.
In ogni caso, per compilare correttamente la DSU, è consigliabile farsi assistere da un professionista qualificato al fine di garantire l’accuratezza dei dati inseriti.
Quale valore indicare nell’ISEE per polizze unit linked, index linked e di capitalizzazione?
In generale, per le polizze riscattabili, l’importo da indicare coincide con la somma dei premi pagati al netto della quota di premi corrispondenti a eventuali riscatti parziali effettuati.
Anche nel caso delle unit e index linked e delle polizze di capitalizzazione, questo corrisponde alla somma dei premi pagati al netto della quota di premi corrispondenti a eventuali riscatti parziali effettuati.
Questo valore non viene calcolato autonomamente dal Contraente, ma è riportato nella documentazione fornita dalla Compagnia assicurativa, in genere presente nell’area clienti online, all’interno dell’estratto annuale della polizza. Ad esempio, se sei Cliente Athora, puoi trovare il valore ISEE relativo alla tua polizza vita direttamente all’interno della tua area riservata.
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