Un importante vantaggio che offrono riguarda il trattamento fiscale agevolato, che accompagna l’intero percorso previdenziale: dall’accumulo dei contributi fino all’erogazione della prestazione pensionistica o all’eventuale riscatto delle somme maturate.
Scopriamo come funziona la tassazione dei fondi pensione e quali agevolazioni fiscali sono previste.
Come funziona la tassazione dei fondi pensione?
La fiscalità dei fondi pensione si sviluppa in tre fasi, e prevede vantaggi fiscali in ciascuna di esse:
- durante la fase di contribuzione, i versamenti effettuati possono essere dedotti dal reddito imponibile, fino al massimale annuale stabilito, generando un beneficio fiscale immediato;
- durante la fase di gestione, i rendimenti maturati sono soggetti a una tassazione generalmente più favorevole rispetto a quella prevista per molti altri strumenti di investimento;
- al momento dell’erogazione, la prestazione pensionistica beneficia di una tassazione agevolata.
Quali sono le agevolazioni fiscali previste per i fondi pensione
Vediamo più nel dettaglio quali sono le agevolazioni fiscali previste dai fondi pensione nel 2026:
- i contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile fino a 5.300 euro annui (importo innalzato a seguito delle novità introdotte con la Legge di Bilancio 2026 in tema di previdenza complementare);
- durante la fase di gestione, i rendimenti beneficiano di una tassazione agevolata: l’aliquota è pari al 20% e ridotta al 12,5% per la quota investita in titoli di Stato (rispetto a una tassazione ordinaria che, nella maggior parte dei casi, è pari al 26%);
- al momento dell’erogazione della prestazione, la pensione complementare è soggetta a un’aliquota agevolata compresa tra il 9% e il 15%, determinata in funzione degli anni di partecipazione al fondo.
I contributi che superano i 5300 euro vengono persi?
Se i contributi versati nel corso dell’anno superano i 5300 euro, la parte eccedente non è deducibile nell’anno né riportabile agli anni successivi. Tuttavia non viene persa: infatti, sarà esente da tassazione al momento della prestazione finale, purché l’importo non dedotto venga comunicato al fondo entro il 31 dicembre dell’anno successivo al versamento.
Inoltre, la legge prevede un’agevolazione specifica per i lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007: se nei primi cinque anni di adesione a una forma di previdenza complementare non si è sfruttato interamente il limite di deducibilità, i contributi non dedotti si trasformano in un plafond di deducibilità recuperabile nei venti anni successivi. In ciascuno di questi anni, oltre al limite standard, può essere dedotta una quota aggiuntiva fino alla metà del limite ordinario annuo (quindi 2.650 euro), con possibilità di incrementare complessivamente la deduzione annuale fino al massimo teorico di 7.950 euro, a seconda del plafond accumulato.
È il Piano Pensionistico Individuale (PIP) che ti consente di costruire una rendita complementare, con versamenti liberi e flessibili investiti nella Gestione Separata e/o nei Fondi Interni, per valorizzare nel tempo i tuoi contributi.
Come vengono tassate le prestazioni del fondo pensione al momento dell’uscita?
Nella fase di erogazione o riscatto del fondo pensione, la tassazione non è uniforme. Il sistema fiscale è infatti strutturato per premiare la continuità dell’adesione: più lungo è il periodo di permanenza, più bassa sarà l’aliquota applicata alla prestazione finale.
Dopo 15 anni di iscrizione, per esempio, l’aliquota applicata alla prestazione inizia a ridursi progressivamente dello 0,30% per ogni anno aggiuntivo di partecipazione, fino a un massimo di 6 punti percentuali complessivi. In questo modo, con una lunga permanenza nel fondo, intorno ai 35 anni, si arriva all’aliquota minima del 9%.
In questo modo, l’agevolazione diventa tanto più vantaggiosa quanto più si mantiene costante il proprio percorso di previdenza complementare.
Conviene fiscalmente aderire a un fondo pensione?
Dal punto di vista fiscale, quindi, aderire a un fondo pensione può risultare conveniente, soprattutto se si considera l’intero percorso, e non il singolo anno, anche perché il sistema premia la continuità. Il vantaggio fiscale si costruisce nel tempo, rendendo i fondi pensione uno strumento interessante in un’ottica di pianificazione previdenziale di lungo periodo.
Piani Individuali Pensionistici (PIP): una possibile alternativa
Anche i Piani Individuali Pensionistici (PIP) sono soluzioni di previdenza complementare: in quanto tali, dunque, possono rappresentare un’alternativa interessante ai fondi pensione. I PIP, infatti, sono una forma di previdenza complementare privata di natura assicurativa, sottoscritta su base individuale. L’adesione è possibile indipendentemente dalla propria situazione lavorativa.
Precisiamo che i PIP godono degli stessi vantaggi dei fondi pensione, sia da un punto di vista fiscale sulla contribuzione sia sulla prestazione.
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