È in questo contesto che si inserisce il concetto di “rischio longevità”, o longevity risk, espressione con cui si indica la possibilità che le persone vivano più a lungo di quanto previsto dalle stime demografiche, con il rischio di non disporre di risorse economiche sufficienti per tutta la durata della pensione. Se una maggiore aspettativa di vita rappresenta certamente un dato positivo, può però comportare importanti conseguenze sul piano previdenziale e finanziario: vivere più a lungo, infatti, significa dover disporre di risorse economiche adeguate per un periodo di tempo più esteso. Questo fenomeno riguarda le scelte finanziarie individuali, ma pone interrogativi anche sulla sostenibilità dei sistemi pensionistici e di welfare.
In questo articolo vedremo quali sono le principali implicazioni del “rischio longevità”, come può incidere sui nostri risparmi e quali strumenti possono aiutarci a gestirlo.
Cos’è il rischio longevità e perché può essere un problema economico
Il tema del rischio longevità riguarda quindi l’allungamento della vita media e il conseguente rischio che le risorse economiche disponibili siano insufficienti a sostenere le proprie esigenze per tutta la durata della pensione. L’aumento dell’aspettativa di vita comporta infatti la necessità di disporre di risorse adeguate per un periodo più lungo dopo la cessazione dell’attività lavorativa.
La questione, però, non riguarda soltanto la situazione economica del singolo. Quando la popolazione vive più a lungo, anche il sistema previdenziale deve sostenere l’erogazione delle prestazioni per un periodo maggiore, con effetti sugli equilibri finanziari complessivi. L’aumento della speranza di vita, insieme alla diminuzione della natalità, cambia nel tempo la struttura demografica della popolazione e il rapporto tra persone in età lavorativa e pensionati, influenzando gli equilibri del sistema previdenziale.
La maggiore longevità rappresenta, d’altra parte, una conquista importante e una buona notizia: vivere più a lungo è il risultato dei progressi della medicina, della prevenzione e delle condizioni di vita. Proprio per questo, il rischio longevità presenta una natura ambivalente: a un fenomeno positivo dal punto di vista sociale si accompagna la necessità di adeguare le risorse, le scelte finanziarie e gli strumenti previdenziali e assicurativi a una vita che si è progressivamente allungata.
Ciò rende molto importante una pianificazione finanziaria in grado di preservare il proprio tenore di vita nel tempo, considerando inoltre che, con l’avanzare dell’età, possono aumentare le esigenze di assistenza e cura. Le risorse disponibili, quindi, potrebbero dover coprire, oltre alle spese quotidiane, anche eventuali costi di carattere assistenziale.
Cosa succede se si vive più a lungo dei propri risparmi?
Vivere più a lungo dei propri risparmi espone al rischio di non poter affrontare con serenità le spese e le esigenze della vita dopo la conclusione dell’attività lavorativa. Alcune possibili conseguenze:
- una maggiore esposizione agli imprevisti economici, in particolare alle spese sanitarie e assistenziali che potrebbero aumentare con l’avanzare dell’età;
- una progressiva erosione del patrimonio, se diventa necessario attingere con continuità ai risparmi per sostenere le spese quotidiane o far fronte a nuove necessità;
- di conseguenza, una minore libertà nella gestione delle proprie risorse: se sappiamo che una parte consistente delle disponibilità economiche deve essere destinata alle esigenze essenziali, limiteremo la possibilità di utilizzarle per altri progetti o obiettivi personali.
Come proteggersi dal rischio longevità? Quali strumenti possono aiutare a gestirlo
Affrontare il futuro con consapevolezza significa valutare per tempo come organizzare le proprie risorse, tenendo conto delle esigenze personali e del tenore di vita che si desidera mantenere dopo il pensionamento. In generale, prima si inizia, maggiore è l’arco temporale a disposizione per costruire gradualmente un capitale e distribuire nel tempo l’impegno economico. Non esiste, tuttavia, un momento giusto per iniziare valido per tutti: la scelta dipende dall’età, dalle possibilità economiche, dagli obiettivi personali e dalle caratteristiche degli strumenti che si intende utilizzare. Anche chi è più vicino al pensionamento può comunque intervenire sulla propria situazione, individuando le soluzioni più coerenti con le proprie esigenze e con il tempo ancora disponibile.
Vediamo insieme alcune opzioni, soluzioni e strumenti che possiamo prendere in considerazione per gestire al meglio il rischio longevità.
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Risparmio e investimenti
Risparmio e investimento sono due passaggi importanti nella preparazione del futuro. Mettere da parte con regolarità una quota delle proprie entrate permette di costruire nel tempo una riserva economica, mentre investire può aiutare a valorizzare le somme accantonate nel lungo periodo. Tuttavia è molto importante saper individuare obiettivi specifici di risparmio e investimento per non perdere la rotta e mantenere la motivazione.
Gli strumenti di investimento sono diversi e la loro scelta – da compiere sempre insieme a un professionista – dipende da numerosi fattori, come la situazione personale, l’orizzonte temporale e il livello di rischio che si è disposti a sostenere. Anche le soluzioni che vedremo in seguito (previdenza complementare e polizze vita) possono essere prese in considerazione in una prospettiva di risparmio e investimento.
Previdenza complementare
Un passo importante da considerare è l’integrazione di strumenti di previdenza complementare. Iniziare a costruire una pensione integrativa per tempo consente di accumulare gradualmente risorse aggiuntive rispetto alla pensione pubblica e di disporre di un orizzonte temporale più ampio per pianificare il proprio futuro previdenziale.
Rispetto a un investimento pensato solo per accumulare un capitale, infatti, la previdenza complementare è finalizzata proprio a garantire una disponibilità economica durante la fase del pensionamento. Le somme accumulate possono essere destinate, secondo le modalità previste dal singolo strumento, all’erogazione di una rendita, anche vitalizia. In questo senso, può rappresentare una soluzione particolarmente coerente con il rischio longevità, consentendo di prevedere un’entrata costante.
Polizze assicurative
Oltre agli strumenti di previdenza complementare, potrebbe essere utile valutare le polizze vita, considerando che le soluzioni assicurative sono diverse e che ognuna ha caratteristiche e finalità differenti. Ecco alcuni esempi:
- Polizze vita di risparmio e investimento: sono assicurazioni che consentono di accantonare e valorizzare nel tempo un capitale che, eventualmente, può essere destinato anche alla fase post-lavorativa. In questa categoria rientrano, ad esempio, le polizze rivalutabili e le unit linked, diverse per grado di rischio, rendimenti attesi e garanzie offerte, che cambiano a seconda del contratto.
- Polizze Long Term Care (LTC): si tratta di prodotti assicurativi specifici che offrono una protezione economica in caso di non autosufficienza. Il loro scopo è contribuire a sostenere i costi legati all’assistenza nel momento in cui non si è più autonomi nelle attività quotidiane.
Gli strumenti citati rappresentano solo alcuni esempi e non costituiscono una soluzione valida per tutti. La scelta più adatta dipende dalla situazione personale e finanziaria, dall’età, dall’orizzonte temporale, dalla propensione al rischio e dagli obiettivi che si intende raggiungere. Per questo, prima di prendere una decisione, è importante confrontarsi con un professionista qualificato e considerare attentamente caratteristiche, costi, rischi e condizioni delle diverse alternative.
Quanto può essere utile risparmiare per evitare questo rischio?
Quanto mettere da parte per il futuro dipende dalla propria situazione personale, dal reddito, dalle spese e dai traguardi attesi. Il primo passo è quindi capire quanto si può destinare al risparmio in modo sostenibile nel tempo, così da definire obiettivi realistici. A questo scopo, potrebbero essere utili anche alcuni semplici metodi di gestione del budget che possiamo applicare sin da subito alla quotidianità:
- il metodo Kakebo: di origine giapponese, aiuta a registrare entrate e uscite e a osservare con maggiore attenzione le proprie abitudini di spesa, così da individuare dov’è possibile risparmiare;
- la regola 50/30/20: un metodo intuitivo e di facile applicazione che aiuta a distribuire le spese mensili, attraverso una suddivisione orientativa del reddito, in cui il 50% è destinato alle necessità, il 30% alle spese personali e il 20% al risparmio.
Queste abitudini possono rappresentare un primo passo verso una pianificazione finanziaria e previdenziale di lungo periodo, tenendo sempre presente che per organizzare il proprio futuro economico in modo accurato e sicuro è fondamentale il supporto di professionisti.
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