È la condizione in cui si trova la cosiddetta “generazione sandwich”, composta da adulti che si prendono cura contemporaneamente dei propri figli e dei genitori anziani: proprio come in un sandwich, si trovano così nel mezzo, “schiacciati” tra i bisogni inderogabili di due fasce d’età diverse, con esigenze e responsabilità che si sovrappongono e competono per tempo, energie e risorse.
Gestire questo doppio impegno significa fare i conti non soltanto con le spese quotidiane, ma anche con imprevisti, necessità di assistenza e obiettivi di lungo periodo da gestire e pianificare. Per questo diventa importante organizzare le risorse economiche con attenzione, individuando le priorità senza rinunciare alla propria capacità di risparmio e alla protezione del futuro. Vediamo allora come affrontare questo equilibrio, dalle spese familiari alla gestione del risparmio, fino alle scelte che possono aiutare a costruire una maggiore sicurezza economica nel tempo.
Cosa significa “generazione sandwich” e chi ne fa parte?
Con l’espressione “generazione sandwich” si indicano gli adulti che devono occuparsi nello stesso momento di due gruppi di familiari, distinti per fasce d’età: i figli e i genitori anziani o non autosufficienti. Si tratta di una condizione che può presentarsi in diverse fasi della vita e che si inserisce in un contesto demografico caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione. Al 1° gennaio 2026, secondo i dati Istat, gli over 65 erano 14,8 milioni, pari a un quarto dei residenti, oltre 240 mila in più rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, le coppie con figli rappresentavano il 28,4% delle famiglie.
Una ricerca di Ipsos Doxa per Nuova Collaborazione (Associazione Nazionale Datori di Lavoro Domestico), condotta nel 2026 su 5.655 italiani, stima che il 15% della popolazione tra i 25 e i 75 anni appartenga alla “generazione sandwich”. Il fenomeno coinvolge quindi una parte significativa dei cittadini e può rendere più complessa la gestione delle esigenze economiche di una famiglia.
Quanto pesa economicamente il doppio carico di cura
Il duplice impegno familiare può incidere sia sul reddito sia sulle spese. La ricerca Ipsos Doxa rileva che, tra le persone della “generazione sandwich”, il 61% lavora a tempo pieno e che nel 67% dei nuclei familiari entrambi i partner sono occupati. Il dato più significativo riguarda il rapporto tra cura e lavoro: il 73% ha modificato almeno una volta la propria attività lavorativa per esigenze di cura non retribuite, contro il 42% del totale degli intervistati. Ridurre l’orario, passare al part-time, rinunciare a trasferte o a opportunità professionali può incidere sulla capacità di produrre reddito proprio, mentre aumentano le necessità economiche della famiglia. Un aspetto che abbiamo citato anche parlando del peso invisibile del caregiving, attività che spesso ha ricadute che vanno oltre le spese immediate, arrivando a pregiudicare il percorso lavorativo e le prospettive future.
Il costo del doppio carico, però, non riguarda soltanto il reddito e le scelte professionali. Secondo il rapporto Ipsos Doxa, il 72% della “generazione sandwich” sostiene spese private per servizi di cura, quasi il doppio rispetto alla media nazionale (38%). In più, per l’82% di chi le affronta il loro peso risulta almeno abbastanza gravoso per la famiglia.
Come organizzare il budget tra figli e genitori
Quando i bisogni di più generazioni si concentrano sullo stesso bilancio, il primo passo è avere una visione completa delle entrate e delle uscite. Separare le spese ricorrenti da quelle occasionali e distinguere ciò che è necessario da ciò che può essere rinviato aiuta a capire quale margine è realmente disponibile per gestirlo con maggiore consapevolezza. In questo, una pianificazione finanziaria attenta permette di valutare le esigenze attuali insieme agli obiettivi di medio e lungo periodo.
Il passaggio successivo è individuare le priorità. Le spese per la casa, la scuola o l’assistenza hanno un impatto immediato, mentre pensione, risparmio e altri progetti richiedono una prospettiva più lunga. Definire bisogni concreti e compatibili con le proprie possibilità aiuta a evitare che le necessità del momento assorbano tutta la disponibilità economica. Per questo, anche stabilire obiettivi di risparmio e investimento concreti può contribuire a mantenere una giusta direzione nel tempo.
Questo significa anche separare le somme in base alla loro destinazione: una quota per le spese correnti e prevedibili, una per gli imprevisti e le emergenze e, quando possibile, una parte da riservare agli obiettivi di medio e lungo periodo. Anche strumenti diversi possono aiutare a mantenere questa distinzione, per esempio un conto o una disponibilità facilmente accessibile per le necessità immediate e forme di risparmio o investimento coerenti con gli obiettivi futuri. L’importante è sapere quanto è destinato a ciascuna esigenza, così da preservare, per quanto possibile, un margine di sicurezza anche quando il bilancio familiare è sotto pressione.
Soluzioni quotidiane utili per gestire le risorse economiche
Per organizzare meglio le uscite quotidiane si possono adottare anche alcuni metodi semplici e pratici. Il metodo Kakebo, per esempio, aiuta a registrare entrate e spese e ad acquisire maggiore consapevolezza delle proprie abitudini di consumo. La regola 50/30/20, invece, propone di suddividere il reddito disponibile tra necessità, desideri e risparmio, offrendo un riferimento utile per impostare il budget. Entrambi possono essere adattati alle proprie possibilità e alle esigenze della famiglia.
Valutare strumenti di risparmio e investimento
Dopo aver considerato le spese correnti e creato un margine per gli imprevisti, una parte delle risorse può essere destinata a obiettivi di medio e lungo periodo attraverso forme di risparmio e investimento. La scelta del prodotto più opportuno dipende da vari fattori, come l’orizzonte temporale, la disponibilità economica, il livello di rischio che si è disposti ad accettare e la necessità di liquidità. Tra le opzioni tra cui scegliere rientrano, ad esempio, obbligazioni, fondi e altri strumenti, oltre alle polizze vita con finalità di risparmio e investimento, che presentano caratteristiche e livelli di rischio differenti a seconda del prodotto specifico.
Ricordiamo sempre che per individuare le soluzioni più coerenti con le proprie esigenze e bisogni è importante confrontarsi con un professionista, valutando costi e condizioni di ogni strumento proposto.
Considerare gli strumenti di tutela per chi assiste genitori anziani
Nell’organizzazione del budget, poi, è importante ricordare che, a seconda delle condizioni di salute della persona assistita e dei requisiti previsti per ogni misura, possono essere previsti sostegni come, ad esempio, l’invalidità civile, l’indennità di accompagnamento, il riconoscimento di disabilità grave, assegni di cura, assistenza domiciliare e altri servizi previsti sul territorio. Anche il caregiver che lavora può usufruire, quando ricorrono i requisiti richiesti, di tutele specifiche come congedi e permessi e maggiore flessibilità lavorativa, inoltre alcune spese sostenute per l’assistenza possono beneficiare di agevolazioni fiscali, se rispettano i requisiti previsti. Dato che le misure disponibili e le condizioni per accedervi variano in base alla situazione personale e al tipo di sostegno, è sempre importante verificare caso per caso quali aiuti siano attivabili e i requisiti siano necessari.
È l’assicurazione a vita intera rivalutabile a premio unico che ti consente di proteggere il capitale investito, puntando a una crescita graduale e costante nel medio-lungo periodo. Il premio viene investito nella Gestione Separata “Athora Risparmio Protetto” per offrirti stabilità, continuità e una gestione coerente con le tue esigenze di sicurezza e valorizzazione del patrimonio.
Proteggere la famiglia dagli imprevisti economici: che strategie adottare
La protezione della famiglia riguarda anche gli eventi che potrebbero avere conseguenze economiche rilevanti sui propri cari. Per questo, in presenza di figli o di altre persone che dipendono dal nostro reddito, può essere opportuno valutare, sempre insieme a dei professionisti, delle soluzioni utili a proteggersi dai rischi della vita, così da ridurre l’impatto finanziario in caso di imprevisti.
In questo quadro rientra anche il tema della pianificazione successoria, il percorso che ci permette di organizzare in anticipo la trasmissione del patrimonio, programmando per tempo il suo passaggio alle persone designate. Per farlo si possono considerare opzioni differenti, dal testamento alle polizza vita (ad esempio le polizze a vita intera), in funzione degli obiettivi e della situazione familiare.
Soffermandoci sulla polizza vita, ricordiamo che questo strumento può essere utile allo scopo perché consente di indicare i Beneficiari a cui destinare il capitale in caso di decesso dell’Assicurato.
In ottica di protezione, tra le assicurazioni sulla vita può essere utile valutare anche le polizze Long Term Care (LTC), il cui obiettivo è coprire i costi legati all’assistenza nel momento in cui una persona non è più autosufficiente.
Quali obiettivi di risparmio non bisognerebbe trascurare
Quando le esigenze di figli e genitori occupano una parte significativa del bilancio familiare, alcuni obiettivi personali rischiano di finire in secondo piano:
- Uno di questi può essere la pensione, specialmente quando le necessità della famiglia assorbono gran parte delle disponibilità e, a causa degli impegni di cura, si è costretti a ridurre i propri impegni lavorativi, con possibili conseguenze sull’importo futuro della pensione pubblica. Proprio per questo, sarebbe importante pianificarla per tempo, eventualmente valutando strumenti di previdenza complementare che ci aiutino a integrare l’assegno pensionistico.
- Un ulteriore aspetto da considerare può essere una strategia di investimento dedicata ai figli per supportare il loro futuro, dagli studi all’ingresso nella vita adulta. Quando il tempo e le risorse a disposizione lo consentono, un piano di questo tipo, calibrato sulle spese che si prevede di affrontare, può essere utile e funzionale.
L’accortezza che si dovrebbe cercare di avere – sebbene non sia sempre facile – è fare in modo che le priorità di oggi non finiscano per assorbire tutte le risorse disponibili, lasciando senza copertura gli obiettivi che richiedono più tempo per essere raggiunti e che potrebbero permetterci di vivere un domani più sereno e soddisfacente. Una pianificazione realistica, affrontata con il supporto di professionisti qualificati, consente dunque di tenere insieme tutto questo, dalle spese correnti alla protezione dagli imprevisti, dal risparmio ai progetti futuri.
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