Le decisioni quotidiane si intrecciano con domande più ampie e profonde, che riguardano la serenità e le opportunità dei propri figli nel tempo. Tra queste, la pianificazione finanziaria assume un ruolo centrale.
È bene precisare, però, che investire per i figli non vuol dire necessariamente rincorrere rendimenti elevati o soluzioni complesse, ma costruire con gradualità un progetto di risparmio e investimento che possa accompagnare le diverse tappe della loro crescita: dallo studio all’ingresso nel mondo del lavoro, fino alle prime scelte di vita autonoma.
In questo articolo vedremo da dove partire, quali strumenti valutare e come orientarsi tra orizzonte temporale, rischio e budget familiare.
Perché è importante iniziare a investire per un figlio o una figlia il prima possibile
Quando si parla di investimenti per i figli, il tempo è senza dubbio l’alleato più prezioso. Iniziare presto consente di diluire l’impegno economico, accantonando anche piccoli importi con regolarità, e di beneficiare di orizzonti temporali lunghi, più adatti a gestire gli imprevisti familiari (come spese improvvise) o eventuali oscillazioni dei mercati.
Ma investire in anticipo significa soprattutto prepararsi a esigenze concrete che emergeranno negli anni: percorsi universitari, esperienze formative all’estero, oppure supportare i figli in uno degli snodi più importanti della vita adulta come l’acquisto della prima casa. Obiettivi diversi, accomunati dalla necessità di disporre di risorse adeguate nel momento giusto.
Avviare un percorso di risparmio e investimento fin dalla nascita – o nei primi anni di vita del bambino o della bambina – permette inoltre di pianificare il futuro con maggiore serenità, senza dover concentrare sforzi economici importanti in un periodo limitato. È un approccio ragionato e graduale, che aiuta a distribuire lo sforzo nel tempo e a fronteggiare con maggiore serenità anche gli imprevisti: perché nella vita non tutto è prevedibile, ma prepararsi in anticipo può fare la differenza.
Quali sono i migliori strumenti per mettere da parte soldi per i figli?
Non esiste una soluzione unica valida per tutti. Gli strumenti disponibili sono diversi e rispondono a esigenze differenti in termini di obiettivi, profilo di rischio e orizzonte temporale.
Tra le opzioni più diffuse rientrano, ad esempio:
- i Piani di Accumulo del Capitale (PAC), che consentono di investire somme periodiche nel tempo riducendo l’impatto della volatilità;
- gli strumenti finanziari tradizionali, come fondi comuni o ETF (Exchange Trade Funds, ovvero i fondi d’investimento quotati in borsa), selezionati in base alla propensione al rischio;
- strumenti di risparmio a basso rischio, pensati per la tutela del capitale, come libretti postali o bancari, buoni fruttiferi e titoli garantiti, in genere adatti a obiettivi di breve-medio periodo;
- le polizze vita di risparmio e investimento, che affiancano alla componente finanziaria un contenitore assicurativo che, a seconda della tipologia e della struttura della polizza, può offrire vantaggi in termini di pianificazione, tutela e fiscalità.
Polizze vita: come funzionano e vantaggi
In particolare, le polizze vita possono rappresentare una soluzione interessante per chi desidera inserire l’investimento per i figli all’interno di un progetto di più ampio respiro, orientato al medio-lungo periodo.
La tipologia di polizza più adatta dipende da vari fattori, tra cui la propensione al rischio. In presenza di un orizzonte temporale lungo e di obiettivi di lungo termine, ad esempio, in genere si può valutare una maggiore esposizione al rischio, ad esempio orientandosi verso polizze unit linked o multiramo. Se si cerca un approccio più prudente, invece, potrebbe essere preferibile optare per polizze che investono in Gestione Separata, come le rivalutabili.
Si tratta ovviamente di indicazioni che hanno carattere generale e che non sostituiscono una consulenza personalizzata. Sia per individuare lo strumento più adatto, sia nella scelta di un’eventuale polizza vita, è fondamentale rivolgersi a un consulente. Per costruire un piano di risparmio e investimento coerente con le proprie esigenze, il supporto di un esperto è essenziale.
È la polizza vita di Ramo I a premio unico che protegge il tuo capitale e ne permette la crescita, con rendimento minimo garantito grazie all’investimento in Gestione Separata.
Meglio un PAC o un prodotto assicurativo per i figli?
La scelta dipende dagli obiettivi, dall’orizzonte temporale e dalla propensione al rischio della famiglia. Un PAC può essere indicato per chi desidera flessibilità e un’esposizione graduale ai mercati finanziari.
Nel caso dei PAC destinati ai minori, i genitori o altri familiari possono investire somme periodiche, con strumenti scelti dagli adulti nel rispetto delle regole pensate per tutelare il minore. Se il piano è intestato direttamente al figlio o alla figlia, al compimento dei 18 anni il PAC passa nella sua piena disponibilità, il che significa che lui o lei potrà decidere se proseguire l’investimento o utilizzare le somme accumulate. In questo senso, il PAC può diventare anche uno strumento educativo, per avvicinare gradualmente i più giovani ai temi del risparmio e della pianificazione finanziaria.
Le polizze vita di risparmio e investimento, invece, possono risultare più adatte a chi cerca una soluzione strutturata, capace di integrare investimento, pianificazione e alcuni vantaggi tipici del contenitore assicurativo, ma ricorda che anche le polizze possono essere usate come piano di accumulo, e sul mercato esistono prodotti pensati proprio con questo obiettivo. I tipi di polizza che si prestano meglio a questo scopo sono, ad esempio, le rivalutabili, che investono in Gestione Separata, le unit linked e le multiramo.
Investire oggi pensando anche alla previdenza di domani
Accanto agli strumenti che abbiamo visto, può essere opportuno valutare anche una forma di accantonamento previdenziale per i figli. Non si tratta di un’alternativa agli investimenti tradizionali, ma di uno strumento aggiuntivo, che guarda a un orizzonte ancora più lungo.
Questo permette di sfruttare al massimo il fattore “tempo” e di costruire, con gradualità, una base che potrà rivelarsi utile in età adulta. Anche in questo caso, la scelta va valutata con attenzione, inserendola all’interno di una strategia complessiva e coerente con le risorse della famiglia.
Quanto conviene risparmiare ogni mese per il futuro di un figlio?
Una delle domande più frequenti riguarda l’importo da accantonare ogni mese. Non esiste una cifra “giusta” in assoluto: la sostenibilità nel tempo è l’elemento chiave.
Meglio partire da somme compatibili con il bilancio familiare e mantenere la costanza, piuttosto che impegnarsi in versamenti troppo elevati e difficili da sostenere nel lungo periodo. Anche importi contenuti, se investiti con regolarità su un orizzonte di lungo periodo, possono contribuire in modo significativo alla costruzione di un capitale per il futuro.
A questo proposito, se cerchi delle soluzioni utili per gestire meglio spese e risparmi, da applicare facilmente nella vita quotidiana, puoi leggere i nostri articoli dedicati alla regola del 50/30/20/ e al metodo Kekebo.
Investimenti per i figli: l’orizzonte temporale ideale
L’orizzonte temporale è un elemento centrale nella scelta delle strategie di investimento e deve necessariamente tenere conto dell’età dei bambini nel momento in cui si avvia lo strumento prescelto.
Se ad esempio si comincia quando il figlio è appena nato, ha senso ragionare su orizzonti temporali di 15-20 anni, perché sarà in quel momento (a 15-20 anni di età) che potrebbe emergere la necessità di utilizzare il capitale accumulato, ad esempio per finanziare lo studio, progetti o incombenze legate all’ingresso nella vita adulta. Al contrario, se l’investimento parte quando i figli hanno già 8-10 anni, un orizzonte di 10 anni potrebbe essere più coerente.
In tutti i casi, la definizione dell’orizzonte temporale dovrebbe sempre avvenire confrontandosi con un esperto e valutando obiettivi concreti.
Come scegliere l’investimento giusto in base a rischio, obiettivi e budget familiare?
Ogni persona ha una propria propensione al rischio. A questo si aggiungono obiettivi e disponibilità economiche, che cambiano da famiglia a famiglia. Per questo, la scelta degli strumenti di investimento per i figli va sempre personalizzata e pianificata in modo attento.
Posto che, come anticipato, le nostre sono solo indicazioni di massima e che non sostituiscono in alcun modo la consulenza mirata di un consulente qualificato, in genere si può dire che:
- se si ha un orizzonte temporale lungo e una maggiore tolleranza al rischio, si può valutare di optare per soluzioni che presentano una componente azionaria più marcata, in grado quindi di offrire un maggiore potenziale di crescita nel tempo;
- al contrario, per chi desidera un approccio più prudente e ha un orizzonte temporale più breve, può essere meglio orientarsi verso investimenti a basso rischio, pensati per preservare il capitale e garantire una crescita graduale nel tempo.
Se desideri maggiori indicazioni su questo argomento, ti consigliamo di leggere anche gli articoli dedicati a:
- come definire gli obiettivi di risparmio e investimento;
- differenza tra risparmiare, investire e speculare;
- diversificare gli investimenti: come e perché.
Se invece vuoi scoprire le polizze vita Athora a contenuto finanziario, puoi dare un’occhiata alla sezione dedicata ai prodotti di risparmio e investimento.