Indice

Athora Italia è

Siamo specialisti in assicurazioni vita e rispondiamo ai bisogni di risparmio e investimento, protezione e previdenza dei nostri clienti con un’ampia gamma di soluzioni.

Strumenti di previdenza complementare: come si muovono, cosa scelgono e cosa si aspettano gli italiani?

Sempre più italiani riconoscono l’importanza della previdenza complementare per integrare la pensione pubblica: tra chi conosce questi strumenti, quasi la metà (40%) li considera ormai una necessità e non una scelta accessoria.

Allo stesso tempo, solo poco più di un quarto della popolazione ha effettivamente aderito a una forma di previdenza integrativa e le aspettative sui risultati ottenibili risultano spesso molto elevate rispetto alle somme che si è disposti a versare.

Sono alcune delle evidenze emerse dalla prima wave della seconda edizione dell’Osservatorio Look to the Future – che anche quest’anno ha indagato sul sentiment degli italiani in merito ai temi che riguardano risparmio, investimenti, previdenza e protezione – presentato da Athora Italia in collaborazione con Nomisma, società indipendente che realizza studi settoriali, ricerche economiche e intelligence di mercato.

Questi dati si aggiungono a quelli che abbiamo descritto nell’articolo dedicato a come gli italiani immaginano il proprio futuro pensionistico, e confermano questo scenario: la consapevolezza dell’importanza dell’integrazione pensionistica non sempre si traduce in scelte concrete e in una pianificazione previdenziale strutturata. Scopriamo di più.

Sempre più italiani percepiscono la previdenza complementare come uno strumento necessario

Un importante elemento rilevato dall’Osservatorio riguarda la percezione degli italiani rispetto alla previdenza complementare. Tra coloro che conoscono strumenti come fondi pensione e PIP, infatti, il 40% li considera necessari. La motivazione è che la sola pensione pubblica non sarebbe sufficiente a garantire il proprio stile di vita.

In riferimento ai vantaggi che le persone associano agli strumenti di integrazione pensionistica, l’83% di chi li conosce li associa alla possibilità di affiancare una rendita aggiuntiva alla pensione, mentre il 68% ne riconosce i benefici fiscali.

Gli aspetti meno positivi associati alla previdenza complementare

Nonostante ciò, esistono alcune percezioni contrastanti. Il 45% degli italiani che già ha familiarità con queste soluzioni le considera poco flessibili o troppo vincolanti, segnale di come il bisogno di sicurezza economica si intrecci ancora con il desiderio di mantenere la disponibilità delle proprie risorse nel breve periodo.

Non manca una quota significativa di persone che considera la previdenza complementare onerosa, ritenendo che costi di gestione e commissioni possano ridurre il rendimento netto dell’investimento (18%). Allo stesso tempo, il 23% dichiara di non aver ancora maturato un’opinione precisa su questi strumenti, a conferma di come il tema risulti ancora poco conosciuto o non pienamente compreso da una parte della popolazione.

Molti conoscono la previdenza complementare, ma ancora pochi la sottoscrivono

Sebbene la consapevolezza stia crescendo, il passaggio dalla conoscenza di questi strumenti all’attivazione concreta di un piano di previdenza complementare resta ancora limitato.

Solo il 27% degli italiani dichiara infatti di aver sottoscritto strumenti di investimento o risparmio a lungo termine pensati per integrare la pensione pubblica. Molti conoscono le diverse soluzioni disponibili, ma scelgono di non attivarle o di rimandare la decisione. Un atteggiamento che riflette una dinamica frequente quando si parla di pianificazione finanziaria: l’intenzione non sempre si traduce in azione concreta.

Come osserva il sociologo Sergio Sorgi, cofondatore di Progetica, società indipendente di consulenza specializzata in educazione finanziaria, «se il 36% dice che si attiverà, sappiamo purtroppo quanto sia raro che la procrastinazione si traduca in azioni». Gli studi di finanza comportamentale, infatti, mostrano come spesso esista una distanza tra ciò che le persone dichiarano di voler fare e le decisioni che poi mettono effettivamente in pratica. L’attitudine a rimandare scelte percepite come non urgenti, quindi, finisce spesso per posticiparne l’attuazione.

A incidere su questa propensione a procrastinare sembrano esserci diversi elementi: dalla percezione di rigidità degli strumenti previdenziali alla difficoltà di trasformare l’intenzione in una scelta concreta, fino alla tendenza a rimandare nel tempo decisioni legate alla pianificazione di lungo periodo.

Cosa si aspettano gli italiani dagli strumenti previdenziali?

L’indagine evidenzia un altro aspetto interessante: le aspettative verso la previdenza complementare sono spesso elevate.

Il 30% di chi conosce fondi pensione e PIP ritiene che la pensione integrativa dovrebbe garantire tra i 500 e i 700 euro mensili, mentre il 19% dai 700 ai 1000 euro al mese. Parallelamente, però, le somme che si è disponibili a versare risultano spesso contenute (meno di 100 euro al mese, per il 38%), distribuite su orizzonti temporali relativamente brevi.

È un dato che racconta una difficoltà diffusa nel rapporto con la pianificazione di lungo periodo. Secondo il sociologo Sergio Sorgi, questo aspetto dovrebbe indurre una riflessione sulla comunicazione previdenziale: «Più che biasimare le attese irrealistiche dei risparmiatori, ci sarebbe da riflettere su una comunicazione che si concentra troppo spesso sui rendimenti dei fondi pensione, sovradimensionando la dimensione finanziaria a quella previdenziale».

Chi ha scelto la previdenza complementare tende a essere soddisfatto

Accanto alle esitazioni di chi non ha ancora aderito, emerge però un dato molto significativo: tra coloro che hanno già sottoscritto un fondo pensione o un PIP (Piano Individuale Pensionistico), il livello di soddisfazione è elevato: il 60% si dichiara molto o estremamente soddisfatto della scelta compiuta.

Allo stesso tempo, con l’avanzare dell’età cresce la consapevolezza di quanto sarebbe stato utile iniziare prima. Tra gli over 50, infatti, aumenta il numero di persone che ritiene di aver attivato troppo tardi uno strumento di previdenza complementare. «Più in avanti si va con l’età, più le persone evidenziano che avrebbero dovuto cominciare la propria previdenza complementare prima di quanto non lo abbiano fatto. Non c’è, diversamente, alcun rimorso per chi ha un piano pensionistico: il 91% dei sottoscrittori non manifesta forme di insoddisfazione», evidenzia Sorgi.

I prodotti previdenziali continuano a “coinvolgere” poco

Un ulteriore elemento che emerge dall’Osservatorio riguarda il rapporto ancora “distante” tra gli italiani e i prodotti previdenziali. Una distanza che sembra riflettere una conoscenza ancora limitata del sistema pensionistico nel suo complesso.

Molte persone dichiarano infatti di avere soltanto un’idea vaga di aspetti fondamentali come l’età di pensionamento, i contributi su cui verrà calcolata la pensione futura o l’importo che riceveranno una volta conclusa l’attività lavorativa.

In questo contesto, non sorprende che tra chi non conosce fondi pensione e PIP solo il 21% dichiari interesse a ricevere maggiori informazioni. Tra coloro che desiderano approfondire, l’attenzione si concentra soprattutto sugli aspetti più concreti: il confronto tra le diverse soluzioni disponibili, i benefici che possono offrire e il loro funzionamento pratico.

Come osserva Sergio Sorgi, i prodotti previdenziali faticano ancora a suscitare coinvolgimento e interesse presso il grande pubblico. E di fronte a un tema percepito come complesso, i principali interlocutori restano consulenti finanziari e istituti bancari, ma anche amici e familiari che hanno già maturato un’esperienza diretta con questi strumenti. L’interlocutore privilegiato non risulta essere l’assicuratore.«Evidentemente la percezione dell’assicuratore è ancora di chi è più orientato alle coperture delle cose che delle persone e anche questo dovrebbe farci riflettere, perché il rischio di vivere più a lungo dei propri soldi è un rischio finanziario ma anche, e soprattutto, demografico», commenta il sociologo.

L’importanza di rendere la previdenza complementare più comprensibile e concreta

L’Osservatorio Look to the Future restituisce l’immagine di un Paese che sta progressivamente maturando una maggiore consapevolezza sul ruolo della previdenza complementare, ma che continua a confrontarsi con incertezze, rinvii e conoscenze parziali. I dati mostrano anche un altro elemento importante: chi intraprende un percorso previdenziale tende poi a riconoscerne il valore, soprattutto nel lungo periodo.

Da qui emerge la necessità di rendere questi strumenti più comprensibili, concreti e vicini ai bisogni reali delle persone, aiutandole a orientarsi tra possibilità, aspettative e tempi della pianificazione.

In questa direzione si inserisce l’impegno di Athora Italia in ambito di educazione finanziaria: attraverso strumenti quali l’Osservatorio, il blog e il glossario, contribuisce infatti a promuovere una maggiore consapevolezza su temi che incidono in modo rilevante sul futuro delle persone.

Desideri approfondire ulteriormente queste tematiche? Iscriviti alla nostra newsletter: riceverai ogni mese aggiornamenti e contenuti di valore per migliorare le tue conoscenze e compiere decisioni più in linea con le tue necessità.

Indicazioni bibliografiche

L’autore

Redazione Athora Italia

La nostra Redazione è composta da tecnici ed esperti nel settore delle polizze vita, figure che conoscono e studiano a fondo queste tematiche con l’obiettivo di realizzare contenuti ricchi, precisi ed esaustivi.
Il nostro blog

Ultimi articoli dal blog

Strumenti di previdenza complementare: come si muovono, cosa scelgono e cosa si aspettano gli italiani?

Sempre più italiani riconoscono l'importanza della previdenza complementare per integrare la pensione pubblica: tra chi conosce questi strumenti, quasi la...

La polizza vita può essere data in pegno? Le cose da sapere

La polizza vita è comunemente vista come uno strumento di protezione per le persone care e il patrimonio. Un po’...

Chi è il Contraente di una polizza vita? Facciamo chiarezza

Una polizza vita è un contratto che vede il coinvolgimento di diversi soggetti: il Contraente, l’Assicurato, il Beneficiario e la...

Seguici anche sui social

Segui i nostri canali social per ricevere aggiornamenti su novità, insight di mercato e storie di successo dalla community di Athora Italia.

Resta sempre informato

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi insights esclusivi, analisi di mercato e consigli personalizzati.

  • analisi mercati;
  • educazione finanziaria;
  • contenuti esclusivi.