Quando si parla di risparmio e investimenti, orientarsi tra strumenti e obiettivi non è sempre semplice. Uno degli aspetti più importanti – e spesso trascurati – è la propensione al rischio, che ha a che fare con il modo in cui ciascuno di noi percepisce e affronta l’incertezza legata a un investimento.
Capire quando e quanto si è disposti ad accettare possibili oscillazioni di valore o una temporanea perdita finanziaria, in cambio di un potenziale rendimento futuro, è un passaggio cruciale per costruire scelte coerenti, sostenibili nel tempo e allineate ai propri progetti di vita.
Ma cosa si intende esattamente per propensione al rischio? E perché è così importante conoscerla prima di investire? Scopriamolo insieme.
Cos’è la propensione al rischio negli investimenti
La propensione al rischio indica la disponibilità di una persona (sia a livello psicologico che economico) ad accettare oscillazioni di valore e possibili perdite temporanee in cambio di un potenziale rendimento più elevato.
In altre parole, misura quanto un risparmiatore è disposto a “sopportare” l’incertezza dei mercati finanziari. Si tratta di un aspetto influenzato da vari elementi, ad esempio fattori culturali, emozioni, aspettative, esperienza e capacità di affrontare fasi di volatilità senza prendere decisioni impulsive.
Conoscere la propria propensione al rischio è dunque fondamentale perché consente di:
- scegliere investimenti adeguati al proprio profilo;
- evitare soluzioni troppo rischiose o, al contrario, eccessivamente prudenti;
- mantenere una strategia coerente nel tempo, anche nei momenti di mercato più complessi.
Cos’è e come si calcola il profilo di rischio
Il profilo di rischio è un parametro che indica la combinazione fra la propensione al rischio di un soggetto e la sua capacità effettiva di sostenerlo. Si distingue in conservativo (basso rischio), moderato (rischio medio) e dinamico (alto rischio) e nasce dall’analisi combinata di diversi elementi che aiutano a comprendere quali scelte di investimento siano più adatte a una determinata persona.
In particolare, vengono presi in considerazione:
- Obiettivi di investimento, come la costruzione di una pensione integrativa, l’acquisto di una casa o il sostegno allo studio dei figli: obiettivi diversi richiedono orizzonti temporali e livelli di rischio differenti.
- Orizzonte temporale, ovvero il periodo di tempo durante il quale la persona è disposta a rinunciare al proprio capitale per mantenere l’investimento, prima di modificare la strategia o disinvestire: più è lungo, maggiore può essere la capacità di assorbire eventuali oscillazioni dei mercati.
- Situazione finanziaria e patrimoniale, che comprende reddito, risparmi, patrimonio complessivo e impegni economici, tutti elementi fondamentali per valutare la sostenibilità di un investimento.
- Conoscenze ed esperienza in materia finanziaria, cioè il grado di familiarità che la persona ha con strumenti e dinamiche dei mercati: questo influisce sulla sua capacità di comprendere rischi e opportunità.
- Atteggiamento personale verso il rischio, legato alla sfera emotiva e psicologica: c’è chi vive con serenità le oscillazioni di mercato e chi, al contrario, preferisce soluzioni più stabili e prevedibili.
Dall’insieme di queste variabili emerge il grado di rischio degli investimenti più adatto alla singola persona, che può spaziare da profili prudenti a impostazioni più dinamiche e audaci.
I mezzi a disposizione per conoscere il profilo di rischio
I consulenti finanziari hanno l’obbligo di raccogliere tutte le informazioni necessarie alla profilazione del cliente, al fine di guidarlo nella scelta d’investimento più vicina ai propri bisogni ed esigenze. Questo avviene attraverso questionari appositi, sottoposti al cliente, che possono essere più o meno complessi in base anche al paniere di servizi e prodotti offerti. Ne è un esempio il questionario MiFID usato nel contesto bancario.
Qual è il rapporto tra rischio e rendimento?
Uno dei principi fondamentali della finanza è il rapporto tra rischio e rendimento: in generale, a un potenziale rendimento più elevato corrisponde un livello di rischio maggiore. Questo non significa che “più rischio” equivalga automaticamente a “più guadagno”, ma che:
- investimenti più stabili – come obbligazioni di qualità o polizze rivalutabili – tendono a offrire rendimenti più contenuti, ma generalmente assicurano una protezione del capitale maggiore;
- investimenti più esposti alle oscillazioni dei mercati possono offrire opportunità di rendimento superiori, a fronte di una maggiore incertezza e variabilità nel breve periodo. Ne sono un esempio le azioni o i fondi azionari.
Comprendere questo equilibrio è essenziale per evitare aspettative irrealistiche e per costruire un portafoglio coerente con il proprio profilo di rischio, che tenga conto di obiettivi personali, orizzonte temporale e tolleranza all’incertezza.
Valutare attentamente il rapporto tra rischio e rendimento permette di prendere decisioni consapevoli, minimizzare l’ansia legata alle fluttuazioni di mercato e puntare a strategie di investimento più serene e gestibili nel tempo.
Propensione al rischio: fattori soggettivi e comportamentali
La percezione del rischio e la propensione al rischio sono esperienze altamente soggettive, influenzate da numerosi fattori, come anticipato. Tra questi giocano un ruolo importante le caratteristiche socio-demografiche – genere, età, livello di istruzione o stato di famiglia – così come alcuni tratti personali dell’investitore, quali ad esempio ottimismo, autostima, fiducia nelle proprie capacità decisionali e atteggiamento verso l’incertezza.
Anche le conoscenze finanziarie e le esperienze pregresse possono incidere in modo significativo. Studi e ricerche mostrano, ad esempio, che la propensione al rischio tende ad aumentare dopo un guadagno, mentre può diventare più prudente dopo una perdita.
Questi effetti sottolineano quanto la propensione al rischio possa essere influenzata dalle esperienze recenti e quanto sia importante, quindi, osservare le proprie reazioni e riflettere sulle scelte compiute, invece di adattare il comportamento d’investimento solo in funzione dei risultati ottenuti.
Errori da non commettere
In generale, nel valutare un prodotto finanziario è bene non farsi suggestionare dai rendimenti passati, e tanto meno affidarsi ai consigli di amici o parenti. Teniamo sempre conto del fatto che i guadagni ottenuti non necessariamente si ripeteranno in futuro e che la percezione altrui del rischio potrebbe non coincidere con la nostra.
Questi aspetti non marginali rientrano nell’ambito della finanza comportamentale, disciplina che studia come emozioni, percezioni e bias cognitivi possano influenzare le scelte finanziarie.
Per questo motivo, il supporto di un consulente esperto può contribuire a mitigare l’impatto dei fattori emotivi, favorendo decisioni più consapevoli e coerenti.
Come cambia la propensione al rischio con l’età
La propensione al rischio non è statica, ma cambia nel tempo e spesso evolve con l’età e le fasi della vita. In linea generale:
- Giovani risparmiatori: chi è più giovane tendenzialmente può permettersi un orizzonte temporale più lungo e una maggiore esposizione al rischio. Questo consente di affrontare con più serenità eventuali oscillazioni di mercato, puntando a rendimenti potenzialmente più elevati nel lungo periodo. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo dedicato a perché sottoscrivere una polizza in giovane età.
- Età adulta con obiettivi a medio termine: avvicinandosi a traguardi importanti come l’acquisto di una casa, l’educazione dei figli o la costruzione della pensione integrativa, in genere cresce l’esigenza di protezione del capitale e di stabilità dei rendimenti. Questo può essere il momento di bilanciare strumenti più sicuri con una quota controllata di investimenti più dinamici.
- Età più avanzata: nella fase matura della vita, molti privilegiano soluzioni orientate alla conservazione del capitale e alla regolarità dei rendimenti, come obbligazioni o polizze rivalutabili, riducendo l’esposizione a mercati volatili.
Gli scenari che abbiamo evidenziato, ovviamente, sono solo possibili esempi. A prescindere dall’età, prima di intraprendere qualsiasi decisione finanziaria è fondamentale confrontarsi con un consulente di fiducia per capire quali sono le scelte più opportune da compiere.
Sempre insieme al consulente, sarà fondamentale rivedere periodicamente il portafoglio e le scelte di investimento, adattandole al proprio profilo di rischio e agli obiettivi di vita, proprio perché, come abbiamo visto, tendono a cambiare nel corso degli anni.
Propensione al rischio: quali differenze fra uomini e donne?
La propensione al rischio finanziario non dipende soltanto da fattori come età, orizzonte temporale o situazione economica: anche il genere può influenzare le preferenze e i comportamenti di investimento.
Secondo il Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane 2024 di CONSOB, le donne tendono mediamente a mostrare una maggiore avversione al rischio, a sottostimare le proprie competenze finanziarie e a ricorrere più frequentemente al supporto di un consulente rispetto agli uomini. Un atteggiamento molto prudenziale può limitare l’accesso a strumenti che, pur comportando una quota di rischio, permetterebbero di far crescere il capitale nel tempo e di prepararsi meglio per obiettivi di lungo periodo, come la pensione.
Tuttavia, questa prudenza può essere trasformata in un punto di forza: ancora una volta, la buona abitudine di affidarsi a un consulente di fiducia può permettere di superare determinati ostacoli, bilanciando sicurezza e opportunità.
Esistono investimenti adatti a chi ha una bassa propensione al rischio?
Per chi ha una bassa propensione al rischio, esistono soluzioni che permettono di investire con maggiore stabilità, privilegiando la protezione del capitale e una crescita graduale nel tempo.
In questo contesto rientrano, ad esempio, i titoli di Stato, i conti deposito, i buoni fruttiferi postali, le polizze rivalutabili. Queste ultime sono strumenti assicurativi che si basano su Gestioni Separate e che mirano a offrire investimenti non esposti alle oscillazioni dei mercati finanziari. Approfondire cosa sono le polizze rivalutabili e come funzionano ti aiuterà a comprendere meglio il loro ruolo all’interno di una strategia di investimento.
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L’importanza di una gestione consapevole del risparmio
Comprendere la tua propensione al rischio significa compiere un passo fondamentale verso una gestione più consapevole del risparmio. Non esiste un profilo “giusto” in assoluto, ma solo scelte coerenti con le tue esigenze e bisogni.
Affidarsi a soluzioni su misura, grazie a un intermediario assicurativo esperto, ti aiuterà a trasformare l’investimento in uno strumento al servizio dei tuoi progetti di vita, oggi e nel futuro.
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